Rialzi per cereali e comparto avicunicolo, flessioni per i formaggi stagionati
AVICUNICOLI E UOVA: sessione positiva con segnali di aumento generalizzato nonostante il listino precedente fosse invariato. Si sono registrati incrementi di 10 centesimi sul fronte del pollo vivo, con un adeguamento del valore del macellato di 10 centesimi sul tradizionale bustone e sul cosciotto, sostenuti da una domanda anomalamente interessante per essere fine mese. Anche le galline rosse e le livornesi hanno mostrato un recupero di valori sul vivo e sul macellato, mentre anatre, faraone e galletti Golden hanno confermato la stabilità in equilibrio tra domanda e disponibilità. Per il tacchino, la fesa ha registrato un aumento di 10 centesimi a seguito di una tendenza di mercato rilevata negli ultimi quindici giorni, con la previsione di futuri adeguamenti strutturati sugli altri tagli. Nel settore delle uova, caratterizzato da disponibilità limitata rispetto alla domanda, registrato un aumento di 10 centesimi sia per le uova in gabbia che per quelle a terra. Regisrrato un incremento di 40 centesimi per il coniglio, giustificato da una disponibilità contenuta a fronte di una domanda in crescita e da un vivo che continua a evidenziare incrementi di valore.
UVE E VINI: completato il listino delle uve con la quotazione delle uve IGT rosse consegnate in cassetta per appassimento a 70-80 centesimi al chilogrammo. Resto del listino invariato.
CASEARI: il settore lattiero-caseario è caratterizzato da produzioni di formaggio ancora abbondanti sul mercato nonostante il periodo estivo caldo. Si registrano cali per il Grana Padano, con una riduzione di 1 euro per le prime due voci e cali da 30 a 50 centesimi per le voci più stagionate, oltre a riduzioni per il Provolone, mentre il Monte Veronese non ha subito variazioni. Il latte spot biologico risulta praticamente introvabile e viene pagato a cifre superiori ai 700 euro/t per quelle poche cisterne disponibili. La panna estera ha registrato un calo a quota 2000 €/t come prezzo minimo, considerato un livello basso.
CEREALI: per il grano estero e il mais si registrano rettifiche al rialzo di 2 euro per l'arrivo di prodotto estero a causa dell'aumento dei costi logistici. Per il mais zootecnico, si è differenziata la qualità brasiliana o americana da quella ucraina, molto ricercata, applicando una variazione di -5 euro, mentre l'orzo nazionale è aumentato. I sottoprodotti della macinazione del grano sono cresciuti di 5 euro su tutte le voci tranne il farinaccio. Tra i semi oleosi, il seme di soia nazionale ha registrato un +5 euro e il seme di cotone è stato nuovamente quotato. Gli oli vegetali mostrano un aumento significativo per la soia pari a 75 euro alla tonnellata, mentre continuano a calare gli oli extravergini di oliva nazionali ed esteri, sia Spagna che Grecia. Le farine di estrazione vedono la crescita del girasole proteico e della soia. L'erba medica in pellet e il fieno aumentano di 5 euro per via dell'alta richiesta di importatori esteri spinti dalla siccità nel nord Europa, che rende l'Italia un mercato appetibile nonostante i prezzi elevati. I grassi animali crescono a causa della domanda legata anche ai motori marini per la produzione di energia e a causa delle ridotte macellazioni. Infine, persistono gravissime criticità geopolitiche e logistiche nei trasporti dall'Est Europa e dall'Ucraina, evidenziate dal recente coinvolgimento di una nave diretta in Italia, lasciando il mercato in attesa di ulteriori sviluppi.