Mercato in tendenza ribassista. Le soie risentono dell' impass del Sud America
Mercato Avicunicolo: Le quotazioni del pollame sono rimaste quasi tutte invariate, anche a causa della fine di febbraio che è un periodo di bassi consumi, specialmente al Sud, dove tradizionalmente si mangia poca carne. Non c'è spinta sul mercato del pollo vivo, che rimane stabile, mentre per il macellato c'è un po' di merce in eccesso rispetto alla richiesta stagionale, ma la situazione è gestita. Ci si aspetta che il mercato ricominci a salire all'inizio di marzo.Le galline scarseggiano e la richiesta è significativa, in parte a causa dei danni causati dall'influenza aviaria sia sulle galline che sul tacchino, mantenendo il mercato stabile e invariato .Per il tacchino, le condizioni sono un "copia e incolla" delle settimane precedenti, con prezzi che rimangono elevati senza variazioni, poiché il prodotto è insufficiente a fronte dei consumi del periodo.Prezzi di anatre, faraone, galletti e uova: I prezzi di anatre, faraone e galletti sono rimasti invariati sia per il prodotto vivo che per il macellato. Le uova rimangono invariate nonostante la domanda molto alta, ma è probabile che subiscano un incremento dalla settimana successiva a causa della loro scarsità.Il coniglio è in controtendenza rispetto agli altri articoli, con consumi molto bassi e prodotto abbondante, portando a una diminuzione di 10 centesimi nel prezzo del macellato.
Prodotti lattiero caseari: I prezzi del Provolone e del Monte Veronese sono in calo, mentre il Grana Padano è leggermente più alto rispetto alle quotazioni di Milano, pur rimanendo stabile. Il prezzo del latte crudo alla stalla, sia a Verona che quello certificato DOP, è rimasto invariato, con una forchetta di prezzo ampia, che viene definita "un po' politica" .Il latte in cisterna (spot) ha registrato un calo di 30 centesimi sul prodotto nazionale, che vale 240-250, mentre il latte alla stalla vale 430. Anche il latte tedesco è calato di 20 centesimi, così come il latte magro, che ora ha un costo molto basso; le panne sono rimaste invariate. Le quotazioni del burro in Europa si sono fermate, creando un momento di pausa in attesa della domanda per il periodo pasquale, periodo che di solito presenta un consumo maggiore.
Mercato dei cereali e Affini : C'è stato un calo nelle quotazioni del grano di qualità, mentre per il resto dei cereali (come il mais) è stato mantenuto tutto invariato. L'orzo mostra una certa pesantezza, con un prezzo di 225 franco arrivo vicino a quello del grano, nonostante valga meno dal punto di vista organolettico. Per risoni e risi, si registra un'ulteriore piccola diminuzione di 10 centesimi sui risoni e 20 centesimi sui risi.
I semi di soia, sia nazionali che esteri, sono in crescita, così come i prodotti tostati ottenuti da essi. Tra gli oli vegetali, l'olio di soia è l'unico in evidenza, con un aumento di 70 euro, venendo da mercati che continuano a crescere. Mercato delle farine di estrazione: C'è un aumento di 5 euro per la colza e di 15 euro per il girasole nazionale integrale, mentre il girasole proteico estero è rimasto uguale sul listino. Si è registrato un balzo significativo nelle farine di estrazione di soia, legato alle dinamiche di mercato e a una situazione tecnica in Italia e nel Mediterraneo).La situazione tecnica è dovuta al ritardo nell'arrivo delle navi dal Sud America, dove le piogge hanno rallentato il flusso dei semi oleosi ai porti e la conseguente produzione di farine. Questo ritardo ha creato una carenza di merce, spingendo i prezzi verso l'alto, e si prevede che la criticità duri circa tre settimane, con gli arrivi più consistenti attesi a metà marzo. Le farine animali e i grassi sono in calo questa settimana, e il mercato sembra avvicinarsi a un punto di minimo, poiché la differenza tra il prezzo del grasso e quello dell'olio di soia si sta avvicinando ai 400 euro. Questa ridotta forbice sta spingendo i consumatori a "switchare" a favore del grasso.
Uve e Vini : Il listino del vino rimane invariato, ma si segnalano scorte significative nell'ambiente della produzione vinicola, a causa di un ritardo nel cambio d'annata. La situazione, che persiste da mesi, è in attesa della delibera del consorzio sulla riduzione delle rese per l'anno prossimo. Attualmente ci sono pochi scambi, in linea con gli stimini, ma i vini bianchi sono in una situazione più equilibrata perché sono stati gestiti meglio negli anni precedenti. L'attesa è per la delibera del consorzio che, sebbene implichi una percentuale di stoccaggio (il 20%) sgradita agli agricoltori, potrebbe ridare tonicità al mercato.