Prime quotazioni per uve e Pinot Grigio, in aumento latte estero, panna, foraggi e sottoprodotti del grano e mais
UVE E VINI: la vendemmia è iniziata con rese scarse, sia in termini di quantità che di vinificazione, a causa del caldo eccessivo, sebbene la qualità delle uve sia buona grazie all'assenza di infestazioni fungine. Prima quotazione per le uve del Pinot Grigio (Doc delle Venezie e Garda) con valori simili a quelli del 2023. Quotate anche le uve Chardonnay. Prima quotazione del vino Pinot Grigio (Doc delle Venezie) con valori tra 1,05 e 1,10.
CASEARI: sul mercato dei formaggi rilevato un ritocco di 10 euro per le prime due voci del Grana Padano, arrivando a 10 euro per il prodotto stagionato 10-12 mesi, mentre le quotazioni degli altri frmaggi rimangono invariate. Il latte nazionale in cisterna spot ha subito un calo (-20 e -10), sebbene parte di questa perdita sia stata recuperata. Al contrario, il latte estero proveniente da Germania e Austria, così come la panna, mostra un aumento considerevole di 100, fattore che potrebbe influenzare il prezzo del latte nazionale nella prossima settimana.
CEREALI: ritocchi di prezzo tra 5 e 10 euro per grano e mais, con gli omologhi esteri in crescita da 8 a 15 euro a causa delle tensioni geopolitiche nell'area del Mar Nero. È stata inoltre quotata per la prima volta la categoria del mais verde, al fine di allineare i prezzi alla disponibilità reale di prodotto privo di problemi di tossine, mentre le altre voci del mais sono generalmente in aumento. Le quotazioni dell'orzo sono in aumento insieme ad altre categorie di mais. Inoltre, tutti i sottoprodotti derivanti dalla macinazione registrano aumenti a due cifre, compresi tra 18 e 20 euro, in seguito alla riapertura del mercato dopo le settimane di chiusura. Tutte le voci relative ai foraggi sono state riviste al rialzo tra 10 e 20 euro, con l'esclusione di alcuni prodotti dal listino poiché non più realistici. Registrata una diminuzione per la soia estera, sia ogm che tostata. Al contrario, le farine di estrazione nazionali non OGM sono aumentate di 15 euro, complice la conclusione del raccolto nazionale e una dinamica di mercato descritta come un oligopolio o monopolio di un fornitore. Le quotazioni delle farinette sono state invece ridimensionate di 2 euro. Evidenziato un trend di aumento costante per le farine di pesce, senza prospettive di cambiamento fino alle pesche previste per dicembre. Questa situazione sta portando a una carenza di mercato, con le poche forniture disponibili che vengono pagate a prezzi elevati.