Sesibile ribasso per il Lugana, volano cereali e carni bianche.
Settore vitivinicolo
Il comparto vitivinicolo evidenzia una situazione complessivamente debole, caratterizzata da una flessione delle quotazioni per diverse denominazioni. Il Lugana 2026 si attesta tra €3,00 e €3,40, registrando una diminuzione del 25% rispetto al 2025, calo ampiamente previsto dagli operatori, che auspicano un lieve recupero nelle prossime settimane. Il Soave si colloca tra €0,80 e €0,90, mentre il Classico varia tra €1,10 e €1,25; il Bardolino rimane stabile a €0,962 e il Chiaretto si conferma sui livelli minimi, tra €1,00 e €1,10. Per il Valpolicella si registra una revisione delle quotazioni, con particolare riferimento al Superiore e al Superiore Classico, scesi a €1,25–€1,60, destinati prevalentemente alla produzione di Ripasso. Anche i vini bianchi IGT e le Garganeghe risentono della debolezza del mercato, soprattutto per quanto riguarda il bianco veronese generico, sceso da €5,56 a €4,75. Restano invece stabili le quotazioni di Moscato e Merlot. Nel complesso, il settore continua a risentire della pressione sui prezzi e di una domanda poco dinamica, mentre resta da verificare l'eventuale recupero delle quotazioni nel corso delle prossime settimane.
Settore avicolo e cunicolo
Il mercato avicolo presenta un andamento differenziato, con quotazioni sostanzialmente stabili per le principali categorie e aumenti nei segmenti caratterizzati da una minore disponibilità di prodotto. Il rallentamento della domanda di pollo registrato alla fine della settimana precedente ha determinato la conferma dei prezzi, situazione condivisa anche da tacchino, anatre e galletti, che non mostrano significativi margini di crescita. Diversa la situazione delle galline, per le quali si rileva un primo recupero di qualche centesimo, sia sul vivo sia sul macellato, sostenuto dalla stagionalità dei consumi e da una disponibilità leggermente più limitata. Incrementi più significativi interessano le faraone, con aumenti di €0,10 sul vivo e €0,20 sul macellato, e il coniglio, che registra un ulteriore rialzo di €0,30 sul macellato per la quarta settimana consecutiva. In questi ultimi casi, la dinamica dei prezzi è riconducibile principalmente alla scarsità dell'offerta rispetto alla domanda. Il quadro conferma quindi un mercato stabile nelle principali categorie avicole, ma caratterizzato da tensioni sui prezzi per le specie maggiormente esposte a problemi di approvvigionamento.
Uova e settore lattiero-caseario
Il comparto delle uova e dei prodotti lattiero-caseari mantiene un andamento complessivamente stabile. Le quotazioni delle uova si confermano positive e prive di variazioni significative, mentre latte e formaggi registrano valori sostanzialmente invariati, pur in presenza di una domanda leggermente più sostenuta per il latte spot, sia nazionale sia estero. Si evidenzia invece una flessione dei prezzi della panna e del grasso, legata al ridimensionamento delle quotazioni europee del burro rispetto ai livelli particolarmente elevati raggiunti in precedenza, quando la disponibilità di latte grasso era risultata limitata. La situazione indica un progressivo riequilibrio del mercato, senza particolari segnali di tensione sui principali prodotti. Sarà tuttavia importante monitorare l'evoluzione della domanda e della disponibilità di materia prima per comprendere se la correzione del burro e dei suoi derivati proseguirà nelle prossime settimane.
Cereali e sottoprodotti
Il mercato dei cereali torna a mostrare un orientamento positivo, con aumenti generalizzati delle quotazioni. Il frumento registra incrementi compresi tra +3 e +5, il mais tra +2 e +5, mentre l'orzo segna un rialzo di +10. Anche i sottoprodotti del grano evidenziano un andamento prevalentemente rialzista. Tale dinamica si manifesta nonostante le indicazioni dell'USDA relative a produzioni record e a livelli elevati delle scorte mondiali. Secondo quanto emerso nel confronto tra gli operatori, le tensioni sui prezzi sembrano essere influenzate anche dalle vicende marittime e geopolitiche, oltre che dai fondamentali produttivi internazionali. Il rialzo delle quotazioni rappresenta un elemento di attenzione per le filiere che utilizzano cereali e derivati come materie prime, in particolare per il settore zootecnico, dove un aumento dei costi di alimentazione può incidere direttamente sulla redditività degli allevamenti.
Semi oleosi, oli vegetali e farine proteiche
Il comparto dei semi oleosi e delle farine proteiche registra un andamento prevalentemente rialzista. Il seme di soia aumenta di +5, mentre gli oli vegetali mostrano incrementi generalizzati, con l'eccezione dell'olio di soia. Particolarmente significativo è il rialzo di €30 della farina di estrazione di soia, determinato dalla limitata disponibilità di prodotto, dal lento avanzamento del raccolto nazionale e dalle basse rese. Nonostante i prezzi elevati, gli scambi rimangono vivaci, soprattutto da parte degli operatori che necessitano di garantire la continuità degli approvvigionamenti. La situazione conferma una pressione sui costi delle materie prime proteiche, con possibili ripercussioni sul settore zootecnico e sui margini degli allevatori.
Mercato delle olive
Per il mercato delle olive sono state introdotte per la prima volta le quotazioni, creando un primo riferimento per le trattative e gli scambi commerciali. I valori rilevati si collocano tra €90 e €105 per le olive del Garda e tra €75 e €90 per quelle del Valpolicella, mentre le vendite sul mercato nazionale si attestano tra €60 e €75. Le rese risultano variabili, con valori compresi tra 11 e 14/15. Le differenze di prezzo evidenziano una situazione articolata tra le diverse aree produttive, nella quale provenienza, caratteristiche del prodotto e resa assumono un ruolo rilevante. L'introduzione di queste quotazioni costituisce uno strumento utile per migliorare la trasparenza del mercato e orientare le negoziazioni.